“Questo premio mi riempie di orgoglio perché è attribuito dai colleghi e da un’associazione come Apport che conosco molto bene”, sono state le parole di Marco Savorani, preparatore dell’AS Roma, che ha ricevuto il riconoscimento come miglior allenatore dei portieri di Serie A per la stagione 2016/2017.

Insieme a lui, anche Wojciech Szczęsny, ora alla Juventus, è stato nominato miglior estremo difensore della categoria: “E’ strano aver raggiunto questo traguardo insieme ed essere premiati in due partite e due stadi differenti, ma se lo è meritato dato il gran lavoro che ha svolto per tutto il campionato”.

Il portiere polacco ha recentemente elogiato la scuola italiana dopo aver giocato molti campionati con la maglia dell’Arsenal: “Si è dimostrato un atleta dal talento straordinario con mezzi personali formidabili; pertanto era solo necessario di metterlo in condizione per esprimerli al massimo. – ha continuato Savorani – Abbiamo davvero fatto un lavoro importante su di lui e il cambiamento è stato evidente; questo a dimostrazione che se vengono messe idee giuste si raggiungono obiettivi importanti”.

L’intervento su un portiere di caratura mondiale è comunque frutto di una attenta valutazione del suo profilo: “L’impostazione di base era completamente diversa ed abbiamo affrontato un percorso di base per fornirgli un’impostazione, affinando i gesti e cambiando atteggiamento in porta attraverso economizzando la gestualità e i movimenti. Il tutto con la tecnica di base come priorità nella metodologia”.

L’esecuzione del gesto corretto è sempre stato un dogma anche della scuola italiana: “Noi italiani siamo sempre stati maestri in questo, ma vedo tanta confusione nella metodologia, tante scuole e molti video che spopolano su Youtube però credo che un intervento non si possa fare in mille modi ed è necessario standardizzarlo perchè un gesto tecnico è un gesto tecnico. Sotto questo aspetto ho avuto un grande insegnante come Roberto Negrisolo, un grande maestro soprattutto di correzioni che restano la cosa più complicata da fare come allenatore”.

Dopo anni di influenze da diverse scuole straniere, probabilmente, occorre tornare alle origini: “Non si può pensare di allenare un portiere senza perfezionarlo tecnicamente perché questo resta un aspetto da curare al 100% e bisogna tornare ad addestrare nei settori giovanili”.

Oggi, dopo anni di esperienza nella Primavera della squadra capitolina, Savorani ha assunto anche il ruolo di Responsabile dei preparatori: “Diamo le linee guida e la metodologia e abbiamo un modo di lavorare – il Roma Way - unico per tutti e con il quale cerchiamo tutti la stessa cosa perché è necessario curare il particolare dato che è quello che ti fa vincere”. In buona sostanza, ciascun allenatore deve entrare nella testa del ragazzo che acquisisce consapevolezza attraverso il riscontro che ha nella gara; portarli a credere nel lavoro attraverso la prestazione.

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