Articoli Tecnici anno 2018

Approccio alla parata alta - Daniele Airoldi

Intervistando i portieri esordienti che ho la fortuna di allenare sono emerse le seguenti difficoltà nell'effettuare l’uscita alta durante le partite:

- Lettura della traiettoria: difficoltà nell’intercettare i palloni aerei in presa. Oltre alle evidenti problematiche dovute alla gestione spazio temporale biologiche dovute alla crescita, la traiettoria aerea è una “sconosciuta” durante la categoria inferiore. Infatti, il regolamento non permette di calciare corner al centro e sfruttare le situazioni di palla inattiva. Per i portieri che si affacciano agli esordienti le parate alte lontane dalla porta sono una novità completa.

- Affollamento dell’area: lo spazio di area vicino alla durante corner e calci piazzati risulta essere molto affollato. I portieri devono imparare ad orientarsi, oltre che sulla traiettoria, nello spazio trovando il varco giusto per impattare il pallone.

- Effettuare la presa: la difficoltà della presa è ancora marcata nel portiere esordiente. La difficoltà di afferrare la palla, dovuta ai giusti movimenti di braccia e corpo nell’ammortizzare il pallone è ancora più complesso soprattutto sulle traiettorie da attaccare (andando incontro alla traiettoria i bambini hanno difficoltà ad accentuare la fase di ammortizzamento, rimanendo con gli arti superiori rigidi).

- Timore dell’errore: il portiere esordiente soffre enormemente la possibilità di sbagliare un gesto tecnico, le partite iniziano ad essere più tirate. Un errore potrebbe causare una sconfitta, il mister deve necessariamente stimolare i numeri uno ad approcciare la parata alta anche a costo di subire gol.

Come aiutare i numeri uno?

"Primi passi" di Kris Stergulc - ND Gorica

Il prototipo del portiere e la metodologia di lavoro del ND Gorica per i giovani portieri (dai 10 ai 12 anni)

Parliamo di scuola italiana? No… Di scuola tedesca? No… di scuola spagnola? No… Ma perché la “scuola slovena” insegna… Tante volte mi chiedono com’è nata la cosiddetta scuola slovena per portieri. Da un certo punto di vista siamo contenti che ci sia stata posta questa domanda visto che la Slovenia ha circa 2 milioni di abitanti e per uno sloveno non è semplice arrivare al top del mondo (che si tratti di un calciatore, un portiere, un allenatore, un medico, ecc.). Qualcuno ce l’ha fatta e noi ne siamo orgogliosi. Che sia un bene o un male, non esiste una vera e propria nostra “scuola slovena”, ma nonostante ciò qualcosa ci dice che in porta ci sappiamo stare bene, basti pensare a portieri come Samir Handanovic all’Inter FC (ITA), Jan Oblak all’Atletico de Madrid (SPA) e molti altri.
Voglio partire proprio dal concetto di “scuola”. Sono Kris Stergulc, giovane preparatore di portieri. Ho iniziato la mia carriera due anni fa, perché ho avuto il presentimento che la Champions non la vedrò da protagonista in porta, che non farò mai parte dei migliori portieri al mondo e anche gli infortuni in questo senso non mi hanno aiutato. Così ho iniziato a viaggiare in giro per tutta l’Europa, per vedere allenamenti diversi, mi sono iscritto a eventi (come ad esempio APPORTGARDA) per conoscere diversi tipi di preparatori di portieri, le loro metodologie di lavoro, il loro pensiero, la loro filosofia, ecc., con l’obiettivo di diventare uno dei migliori preparatori del mondo. Ho avuto la fortuna di ascoltare tanti grandissimi preparatori che hanno lavorato ai massimi livelli del calcio mondiale. E in questo modo, dopo tanti incontri, dopo aver visto molti allenamenti e sentito parlare di scuola italiana, scuola spagnola e altre, ha preso sempre più forma la mia visione sul prototipo di portiere che vorrei avere.

APPORT - Associazione Italiana Preparatori Portieri di Calcio
Via G.Frescobaldi n.5 - 06012 Citta' di Castello (Perugia)
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